Essendo venuti a conoscenza di quanto affermato da signor Ernesto Tagliarini circa la causa in corso con Cassa Mutua Intesa e Fondo Sanitario Integrativo, documento nel contesto del quale l'estensore formula pesanti critiche nei confronti anche della nostra Associazione, riteniamo utile rendere note, per chiarezza e soprattutto verità, le osservazioni del Signor Alfredo Izeta, ex collega Comit, rilevate dal sito www.piazzascala2018.altervista.org, entrando nel quale è anche possibile, per chi lo volesse, avere contezza di quanto iscritto dal predetto signor Ernesto Tagliarini.

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Fondo Sanitario Integrativo Intesa Sanpoalo - spazio Facebook chiuso FSI Intesa Sanpaolo: PREVIMEDICAL - la cosa giusta

Una nota di Ernesto Tagliarini incentrata sulla ben nota causa intentata da quattro ex consiglieri alla Cassa Sanitaria.

Ho letto con un certo interesse la nota di Tagliarini, condivisibile in molti suoi punti ma in altri costellata da omissioni e imprecisioni che giudicherei comunque involontarie.

Innanzitutto voglio fare un'affermazione forte: la causa in corso non ha assolutamente danneggiato i pensionati iscritti al FSI!

Infatti la preesistente Cassa Sanitaria applicava una corretta solidarietà intergenerazionale, abbandonata successivamente (anno 2010) dal noeonato Fondo Sanitario sulla spinta di Sindacati e Banca (lo strano connubio), che si sono autonominate fonti istitutive (?!), organismo non previsto nella governace dell'ente. Da questo momento abbiamo avuto:

a) una politica avversa ai pensionati, come noto categoria più bisognosa di aiuto a causa dell'età più o meno avanzata, che hanno dovuto subire in rapida successione aumenti delle quote e  contrazione delle prestazioni sanitarie;

b) l'istituzione della c.d. "quota differita", il 30% delle già ridotte prestazioni, che viene versato entro il 30 giugno dell'anno successivo "se ci saranno i soldi" (altra normativa che tocca pesantemente i pensionati);

c) qualora non basti la suddetta decurtazione in concorso con il 10% delle riserve, i pensionati (gli attivi corrono rischi pressoché inesistenti) devono mettere mano al portafoglio;

d) la permanenza nella gestione attivi degli zainetti di pertinenza dei pensionati che non confermano l'iscrizione nel FSI (a tutt'oggi oltre il 30% dei colleghi che passano in quiescenza), fattori che non sono assolutamente legati all'iter giudiziale citato da Tagliarini.

Leggendo i commenti, ho notato che qualcuno ha obiettato che tener bloccati 35/mln. in attesa della definizione della nota causa non permette di usufruire in pieno delle potenzialità del FSI: posso rispondere che le riserve del FSI ammontano a fine 2017 (ultimo rendiconto disponibile) a ca. 130/mln. (al netto dei 35/mln. restituiti alla Cassa Sanitaria) di cui ca. 30 di pertinenza della gestione quiescenti: la conseguenza è che con cifre di tale portata, raggiungere la solidarietà intergenerazionale vera sarebbe fattibile se solo Banca e Sindacati non si opponessero pervicacemente, indipendentemente dalla causa in corso.

Per quanto concerne la nota di Tagliarini, posso sostenere che in qualità di ex Dirigente Comit, oggi appartenente all'Associazione "amicicomit-piazzascala" - nel cui Direttivo è presente Sergio Marini, uno dei 4 ricorrenti - è opportuno fare qualche precisazione basandomi su quanto mi risulta per esperienza diretta e per informazioni che le due associazioni in causa (amicicomit-piazzascala e associazione pensionati cariplo) forniscono puntualmente agli iscritti, anche sulla base della presenza in C.d.A. del FSI di Filippo Vasta (pensionato ex Comit anch'egli iscritto all'associazione amicicomit-piazzascala):

1) solo i componenti di un Consiglio possono impugnare una delibera, considerata illegittima e così giudicata in due gradi di giudizio; agiscono in veste di "consiglieri" indipendentemente dalla loro origine; circa la durata della loro vita speriamo che sia lunga (anche se tu dici che l'età media supera gli 80 anni);

2) tutto nasce dallo scellerato accordo sindacale dell'ottobre 2010, nel quale viene sancita - fra l'altro - la netta separazione dei Pensionati dagli Attivi, così operando la cessazione della solidarietà intergenerazionale che da decenni vigeva sia in Cariplo che in Comit; dov'erano i Sindacati (di cui Tagliarini fa parte) al momento della firma? Si erano forse.... distratti?

3) la delibera impugnata ha trovato conferme giudiziarie, non solo in primo e secondo grado (ora Fondo e Cassa hanno fatto ricorso per Cassazione) ma anche in occasione di un reclamo intermedio delle controparti, respinto da un collegio di tre Giudici prima dell'appello;

4) le cosiddette "fonti istitutive" hanno sempre parlato di un parere legale in favore dell'accordo sindacale: perchè tale parere non è mai stato nè esibito nè depositato in giudizio? Esiste? I Sindacati ne sanno qualcosa? Esistono invece - questo sì - due pareri legali molto consistenti, contrari, fra quali spicca quello dell'Avv. Ingino, Legale della Cassa Sanitaria, il cui peso è molto rilevante data la competenza nella materia;

5) soltanto i Dirigenti Comit (poco più di un centinaio) fruivano di una copertura sanitaria fornita con polizza delle Generali; in occasione del passaggio al Fondo i non iscritti hanno dovuto versare, di tasca propria, i premi relativi agli anni di mancata iscrizione alla Cassa per poter aderire al Fondo;

6) le Associazioni, che evidentemente non godono delle simpatie di Tagliarini, hanno sempre sostenuto anche finanziariamente i quattro Consiglieri, accollandosi le spese Legali, invero molto contenute, versate allo Studio Iacoviello; Cassa e Fondo versano al loro studio Legale fior di parcelle di oltr 60/m Euro, divise fra i due organismi; soldi a carico di Cassa e Fondo, quindi.....nostri!

7) Ultimo ma fondamentale punto: esiste una proposta di conciliazione che i quattro consiglieri ricorrenti hanno depositato in Tribunale e che le Fonti Istitutive hanno finora rifiutato di prendere in considerazione (il Consigliere eletto dai pensionati nell'attuale C.d.A. del Fondo non manca di richiamare di continuo l'attenzione dei suoi colleghi a questo riguardo). Il ricorso in Cassazione è il segno evidente che la politica dilatoria riguardo alla soluzione del problema non viene dai consiglieri ricorrenti e dalle associazioni che li sostengono, bensì da Banca e Sindacati.

Tale proposta conciliativa prevede fondamentalmente:

- l'abolizione della quota differita che tanti problemi crea in sede di dichiarazione dei redditi, sia agli attivi, sia, in misura maggiore, ai quiescenti perchè su di essa pesa annualmente l'incognita relativa alla sua liquidazione;

- la copertura delle perdite della gestione quiescenti da parte della gestione attivi, sino a concorrenza degli avanzi di esercizio realizzati da quest'ultima. si ricorda che attualmente gli attivi versano ai quiescenti, quando consentito dal risultato d'esercizio, il 6% del totale contributi: pertanto questa variazione statutaria potrebbe essere vantaggiosa per il conto economico degli attivi, qualora la perdita della gestione quiescenti non raggiungesse il suddetto 6%.

Gli obiettivi dei ricorrenti sono chiari: migliorare la gestione del Fondo Sanitario, nell'interesse di tutti, personale in servizio e pensionati. Il ricorso è stato a suo tempo presentato a fronte di un procedimento che due gradi di giudizio hanno dichiarato illegittimo e tale atto costituiva il preciso dovere di chiunque avvertisse fra le proprie responsabilità quelle del rispetto delle regole statuite.

Pertanto l'estensore della nota, della quale si condivide l'opportunità di arrivare alla soluzione del problema, dovrebbe indirizzare il suo appello in modo più mirato e rispettoso della realtà dei fatti.

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Fatte queste precisazioni, la domanda è: conviene cancellare l'iscrizione alle Associazioni, che ci difendono, ci sostengono e ci aggiornano (come suggerisce Tagliarini) o disdire l'iscrizione ai sindacati i quali, anzichè schierarsi al nostro fianco, ci combattono allineandosi, puntualmente, alle indicazioni della Banca?

Io non ho dubbi in proposito: già in passato ho consigiato ai pensionati iscritti al FSI di stracciare le tessere (anche se la procedura di dimissioni è piuttosto pelosa, come Tagliarini sa bene).

ALFREDO IZETA

FONTE: www.piazzascala2018.altervista.org